ROMA - Danilo Coppola, l'immobiliarista romano azionista tra l'altro di
Mediobanca e' stato arrestato dal Nucleo valutario della Guardia di Finanza
con l'accusa di bancarotta, riciclaggio e appropriazione indebita.
Oltre a Coppola sono stati arrestati, sempre per le medesime accuse, alcuni
suoi collaboratori tra cui Andrea Raccis, Giancarlo Tumino, Gaetano Bolognese,
Francesco Bellocchi e altre persone nei confronti dei quali i militari del
nucleo valutario della Guardia di finanza stanno eseguendo le ordinanze. Le
misure chieste dai pm della Procura di Roma, Giuseppe Casini e Lucia Lotti,
sono emesse dal gip Caivano. L'inchiesta nei confronti dell'immobiliarista
romano, nato nella borgata Finocchio nella periferia sud-est di Roma,
riguardano una serie di societa' dell'impero finanziario dello stesso Coppola
che sarebbero state fatte fallire.
GDF SEQUESTRA TITOLI PER 70 MLN EURO
Il nucleo valutario della Guardia di finanza, che ha eseguito le ordinanze
insieme col gruppo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle e con il gruppo
di Frascati, ha sequestrato nell'ambito dell'inchiesta su Coppola, 70 milioni
di euro in titoli e quote societarie riconducibili alle societa' della
galassia dell'immobiliarista. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere
sono state eseguite inoltre nei confronti del cognato di Coppola, Luca Necci,
e nei confronti di Daniela Candeloro e Alfonso Ciccaglione. Tutte le persone
arrestate sono collaboratori o intestatari di societa'. Secondo quanto si e'
appreso, l'indagine dei pm Cascini e Lotti, avrebbe messo in luce il
fallimento di alcune societa' del Gruppo che poi sarebbero state abbandonate
creando, secondo indagini della Guardia di finanza, un ''buco'' contabile che
si aggira sui 130 milioni di euro.
IN MANETTE ANCHE EX COGNATO DI RICUCCI
Una rete di societa' ma anche di parentele incrociate tra i protagonisti
delle cronache finanziarie degli ultimi anni. Questo lo scenario che fa da
sfondo all'operazione della Guardia di finanza che ha portato questa mattina,
tra gli altri, all'arresto, che sarebbe avvenuto nella zona dei Castelli
romani, di Danilo Coppola. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia
cautelare chieste da Giuseppe Cascini e Lucia Lotti ed emesse dal gip Caivano,
oltre al nome di Luca Necci, cognato di Coppola, c'e' anche Francesco
Bellocchi. Quest'ultimo e' l'ex cognato di Stefano Ricucci, anche lui
coinvolto nelle inchieste finanziarie della Procura di Roma e del fallimento
della sua capofila la Magiste International. Tra Bellocchi e Ricucci, oltre
alla rottura della parentela con il divorzio dell'immobiliarista romano dalla
prima moglie, e' in corso un contenzioso legale proprio davanti a un giudice
del tribunale di Roma. Bellocchi ha accusato Ricucci di avergli falsamente
addebitato la sottrazione di alcuni assegni quando i due, oltre che parenti,
erano soci.
INDAGATO ANCHE A TORINO
L'immobiliarista Danilo Coppola era stato iscritto nel registro degli
indagati nella procura di Roma oltre un anno fa per il reato di false
comunicazioni sociali. Nei giorni scorsi Coppola e' stato indagato anche
dalla procura di Torino per aggiotaggio informativo per quanto riguarda la
vendita di alcuni edifici della societa' Ipi, vendite dalle quali sarebbero
state ricavate cospicue plusvalenze. L'immobiliarista romano, nei giorni
scorsi ha ridotto la sua partecipazione in Mediobanca dal 4,57% a poco piu'
del 2% ottenendo plusvalenze che sarebbero state calcolate nell'ordine di 50
milioni di euro.
Tra gli arrestati vi e' anche il suo legale di fiducia, Alfonso Ciccaglione,
che risulterebbe indagato anche dalla procura torinese nell'ambito del'inchiesta
sull'aggiotaggio informativo. Il nome di Coppola e' legato, nell'ambito
della sua vicenda finanziaria, ad una rete di societa' che sono state in
questi anni oggetto di indagine da parte del nucleo speciale di polizia
valutaria della Guardia di finanza. In una informativa dei mesi scorsi la
Guardia di finanza sosteneva che Coppola aveva costituito un'amplissima rete
di societa' amministrate da persone sui cui documenti di identita' appare
un'attivita' o non dichiarata o comunque estranea e difficilmente
compatibile con l'amministrazione delle stesse societa'. Secondo l'indagine
della Guardia di finanza era ipotizzabile che questi soggetti agissero per
conto terzi.