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Inserito in data: 01/03/2007

 Codice articolo: 2049

 Argomento: News

ARRESTATO COPPOLA, PER BANCAROTTA E RICICLAGGIO

 

 

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ROMA - Danilo Coppola, l'immobiliarista romano azionista tra l'altro di Mediobanca e' stato arrestato dal Nucleo valutario della Guardia di Finanza con l'accusa di bancarotta, riciclaggio e appropriazione indebita.

Oltre a Coppola sono stati arrestati, sempre per le medesime accuse, alcuni suoi collaboratori tra cui Andrea Raccis, Giancarlo Tumino, Gaetano Bolognese, Francesco Bellocchi e altre persone nei confronti dei quali i militari del nucleo valutario della Guardia di finanza stanno eseguendo le ordinanze. Le misure chieste dai pm della Procura di Roma, Giuseppe Casini e Lucia Lotti, sono emesse dal gip Caivano. L'inchiesta nei confronti dell'immobiliarista romano, nato nella borgata Finocchio nella periferia sud-est di Roma, riguardano una serie di societa' dell'impero finanziario dello stesso Coppola che sarebbero state fatte fallire.

 
GDF SEQUESTRA TITOLI PER 70 MLN EURO

Il nucleo valutario della Guardia di finanza, che ha eseguito le ordinanze insieme col gruppo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle e con il gruppo di Frascati, ha sequestrato nell'ambito dell'inchiesta su Coppola, 70 milioni di euro in titoli e quote societarie riconducibili alle societa' della galassia dell'immobiliarista. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite inoltre nei confronti del cognato di Coppola, Luca Necci, e nei confronti di Daniela Candeloro e Alfonso Ciccaglione. Tutte le persone arrestate sono collaboratori o intestatari di societa'. Secondo quanto si e' appreso, l'indagine dei pm Cascini e Lotti, avrebbe messo in luce il fallimento di alcune societa' del Gruppo che poi sarebbero state abbandonate creando, secondo indagini della Guardia di finanza, un ''buco'' contabile che si aggira sui 130 milioni di euro.
 

IN MANETTE ANCHE EX COGNATO DI RICUCCI

Una rete di societa' ma anche di parentele incrociate tra i protagonisti delle cronache finanziarie degli ultimi anni. Questo lo scenario che fa da sfondo all'operazione della Guardia di finanza che ha portato questa mattina, tra gli altri, all'arresto, che sarebbe avvenuto nella zona dei Castelli romani, di Danilo Coppola. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare chieste da Giuseppe Cascini e Lucia Lotti ed emesse dal gip Caivano, oltre al nome di Luca Necci, cognato di Coppola, c'e' anche Francesco Bellocchi. Quest'ultimo e' l'ex cognato di Stefano Ricucci, anche lui coinvolto nelle inchieste finanziarie della Procura di Roma e del fallimento della sua capofila la Magiste International. Tra Bellocchi e Ricucci, oltre alla rottura della parentela con il divorzio dell'immobiliarista romano dalla prima moglie, e' in corso un contenzioso legale proprio davanti a un giudice del tribunale di Roma. Bellocchi ha accusato Ricucci di avergli falsamente addebitato la sottrazione di alcuni assegni quando i due, oltre che parenti, erano soci.
 

INDAGATO ANCHE A TORINO
L'immobiliarista Danilo Coppola era stato iscritto nel registro degli indagati nella procura di Roma oltre un anno fa per il reato di false comunicazioni sociali. Nei giorni scorsi Coppola e' stato indagato anche dalla procura di Torino per aggiotaggio informativo per quanto riguarda la vendita di alcuni edifici della societa' Ipi, vendite dalle quali sarebbero state ricavate cospicue plusvalenze. L'immobiliarista romano, nei giorni scorsi ha ridotto la sua partecipazione in Mediobanca dal 4,57% a poco piu' del 2% ottenendo plusvalenze che sarebbero state calcolate nell'ordine di 50 milioni di euro.
Tra gli arrestati vi e' anche il suo legale di fiducia, Alfonso Ciccaglione, che risulterebbe indagato anche dalla procura torinese nell'ambito del'inchiesta sull'aggiotaggio informativo. Il nome di Coppola e' legato, nell'ambito della sua vicenda finanziaria, ad una rete di societa' che sono state in questi anni oggetto di indagine da parte del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. In una informativa dei mesi scorsi la Guardia di finanza sosteneva che Coppola aveva costituito un'amplissima rete di societa' amministrate da persone sui cui documenti di identita' appare un'attivita' o non dichiarata o comunque estranea e difficilmente compatibile con l'amministrazione delle stesse societa'. Secondo l'indagine della Guardia di finanza era ipotizzabile che questi soggetti agissero per conto terzi.

 

Staff  www.ansa.it

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